Uno dei più noti editori mondiali, Rupert Murdoch, ha da tempo in cantiere il progetto di trasformare l'informazione su Internet che da gratuita dovrebbe diventare a pagamento.In tempi in cui i giornali continuano a perdere lettori in favore dei media online, l'azienda di Mountain View sembra aver fatta sua la stessa filosofia di Murdoch e punta a rendere a pagamento gli approfondimenti dell'aggregatore di notizie Google News, di cui Hi-Tech Italy è una delle fonti ufficiali, almeno secondo quanto Google ha dichiarato alla Newspaper Association of America.

Alcune settimane fa era nata una polemica proprio attorno a Google News riguardo supposte violazioni del copyright per gli articoli aggregati dal servizio, anche se questi vengono aggregati con il consenso dell'editore.
Come leggo sul Searchblog di John Battelle, per Google la soluzione al problema potrebbe essere rendere a pagamento tutti gli approfondimenti degli articoli: una volta letta la headline, chi volesse leggere l'intero articolo potrebbe doverlo fare dietro pagamento di una piccola somma, al momento sconosciuta.
Il sistema da utilizzare per questi micropagamenti è Google Checkout, concorrente del più diffuso PayPal, che dovrebbe essere reso in grado di accettare somme infinitesimali e dunque abbassare le commissioni ed i costi per l'utente.
Se la cosa sembra indolore per tutti, in realtà c'è il rischio che gli utenti scelgano di non pagare, cessando di approfondire le notizie, la cui introduzione è leggibile su Google News, accontentandosi così di un'informazione superficiale.
Così il polverone sollevato dai vari editori che, ribadiamo, avevano inizialmente espresso il proprio consenso a far aggregare le proprie testate da Google News rischia di ritorcersi proprio contro di essi in termini di cali drastici di visite per i propri siti con il conseguente mancato introito derivato dai click su Google News.
D'altra parte occorre considerare che un contenitore di soli incipit di articoli possa venire presto abbandonato anche dagli utenti, che potrebbero invece rivolgersi a servizi concorrenti, magari meno blasonati, ma gratuiti.
Insomma, i nodi da sciogliere sono ancora molti e nulla è ancora deciso a livello ufficiale, ma in tutta questa débacle sollevata non si sa esattamente per quali motivi, quella del vincitore (chiunque esso sia) rischia di trasformarsi in una vittoria di Pirro.
Approfondimenti: Sito web Google News; sito web Google Checkout
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"Nessuna classe tecnologica è definibile 'hi-tech', e la definizione stessa varia con il passare del tempo, cosa che ha portato gli uffici marketing delle varie aziende a descrivere via via praticamente ogni prodotto come high tech"






