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Connessioni video: come scegliere quella giusta?

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VideoSi stava meglio quando si stava peggio? Forse no, ma di sicuro le cose erano più semplici… almeno quando si parla di connessioni video. In questo articolo, che vuole essere una piccola guida, vorrei fare un po’ di chiarezza, più pratica che tecnica, attraverso un breve excursus storico.

Quando molti di noi hanno iniziato ad usare i primi home computer o le prime console degli anni ‘80 c’era solo un modo di collegarsi ai televisori dell’epoca: la famigerata uscita Radio Frequency (RF). I televisori non avevano tutte le esoteriche entrate audio-video disponibili al giorno d'oggi e non era previsto che si potessero collegare ad altro che non fosse l’antenna TV.

Così i computer e le console dell’epoca prendevano tutti i segnali audio e video e li modulavano in un unica frequenza del tutto simile a quella di un canale TV, a quel punto bastava staccare l’antenna del televisore, collegare il cavo proveniente dalla console, sintonizzare la frequenza ed eravamo pronti a giocare a California Games.

La qualità era bassa ma con le risoluzioni di un Commodore 64 nessuno lo notava, ma soprattutto non esisteva la cultura informatica che permettesse di notarlo. In compenso era tutto molto semplice, beh… forse qualche difficoltà c’era ma era di carattere puramente meccanico (come raggiungere il cavo dell’antenna dietro ad un televisore incastonato nella libreria) o familiare (ti scordavi di ricollegare l’antenna e tua madre non riusciva vedere Dallas).

Commodore 64
Una classica postazione hi-tech degli anni ’80

In verità molti computer consentivano anche il collegamento ad un monitor, ma i questi erano molto costosi e comprarli solo per far giocare un bambino era considerato poco saggio, così un’intera generazione ha bruciato le proprie diottrie davanti a tubi catodici che per le normative attuali forse non potrebbero neanche essere usati in un lettino abbronzante.

Ma ecco che gli anni ’80 volgevano al termine e sui nostri televisori iniziò ad apparire la leggendaria presa SCART, era solo una presa ma la sua presenza ci faceva capire che si apriva un’epoca in cui i televisori non sarebbero serviti solo per vedere Mike Bongiorno. La porta SCART ha una duplice natura, può portare un segnale composito (le tre componenti di colore del segnale video sono inviate insieme) o RGB (le tre componenti sono inviate separatamente) con un maggiore qualità.

SCART
La leggendaria presa SCART: un nuovo mondo di contenuti si apriva per il nostro televisore

La scart può trasmettere audio con soli due canali e non supporta le risoluzioni HD arrivando ad un massimo di 576 linee equivalenti, ciononostante è una scelta tuttora molto valida nel caso si disponga di contenuti a bassa risoluzione (DVD, Playstation 2, TV Satellitare non HD, e via dicendo). L’importante è che la SCART sia impostata in modalità RGB dal menù dell’apparecchio, la SCART in modalità composita andrebbe relegata alla visione dei VHS dove la qualità di partenza è comunque bassa.

Con l’avvento dei pannelli LCD ad alta risoluzione s’è resa necessaria una connessione in grado di inviare segnali con un risoluzione superiore alle 720 linee. La prima connessione di questo tipo è stata la Component (o "video composito"),  che fa uso di ben cinque cavi separati e permette di gestire un segnale HD fino a 1080 linee con audio stereo.

In pratica se non avete bisogno di audio surround il Component è una buona scelta, nella pratica però l’unico apparecchio di una certa diffusione che fa affidamento su questa connessione è il Nintendo Wii che di serie viene fornito con una SCART composita dalla qualità molto discutibile e che costringe chiunque abbia un pannello HD a tirare fuori altri € 30 per il cavo Component venduto a parte.

Cavi Component
Un cavo Component… non è facile orientarsi con tutti questi colori!

Il ruolo della Component nel mondo consumer è quindi limitato, poiché a farla da padrone è ormai l’HDMI, una connessione digitale in grado di portare audio surround e video a risoluzioni che noi comuni mortali non useremo per almeno altri 10 anni. Insomma, per chi ha sorgenti ad alta risoluzione (Xbox 360, PlayStation 3, Blu-ray Disc, Televisione Satellitare o Digitale Terrestre in HD) non c’è neanche da farsi domande… infilate il cavo HDMI e avrete fatto la scelta giusta.

Connettore HDMI
Un cavo HDMI, il sacro Graal per la qualità video nei nostri salotti (e per la protezione del copyright!)

La qualità dell’HDMI si può trovare anche in altre connessioni video diffuse nel mondo dell’informatica, la storica VGA e la più recente DVI, queste però mancano di una elemento caro alle case cinematografiche: la criptatura del segnale che è invece presente nell’HDMI per impedire all’utente di fare una copia abusiva dei contenuti soggetti a copyright. La maggior parte dei film in Blu-ray hanno infatti una protezione che impedisce la riproduzione ad alta risoluzione su uscite non criptate come la VGA.

Conoscere questo dettaglio è importante per evitare delusioni. Giorni fa ho comprato un Sony Vaio CS, a soli € 100 in più era disponibile la versione con lettore Blu-ray… un possibile acquirente avrebbe potuto pensare di collegarlo alla TV per godersi un bel film in HD, peccato che il portatile in questione avesse solo l’uscita VGA… inutile dirvi che ho risparmiato € 100 e mi sono portato a casa la versione con il semplice lettore DVD Wink

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