In un mercato in cui i cicli di vita di un prodotto hi-tech sono sempre più corti, le presentazioni delle nuove versioni si succedono senza sosta nell’arco di tutto l’anno senza suscitare troppo clamore. C’è però un produttore che è riuscito a rendere la presentazione dei propri prodotti un evento mediatico atteso per mesi dai propri fan e officiato dal proprio Chief Executive Officer in una forma non molto lontana da una cerimonia religiosa: Apple.Dopo ogni evento, puntualmente, i forum dedicati alla Mela si riempiono di commenti entusiastici sulle novità presentate; o almeno così è sempre stato fino a martedì 14 ottobre, data dell’ultimo evento Apple durante il quale sono stati presentati i nuovi portatili: il Macbook (13 pollici) e il Macbook Pro (15 pollici). Qualcosa sembrava essersi rotto nel rapporto tra Apple e lo zoccolo duro dei suoi fan, i forum si riempivano di commenti negativi di gente che si sentiva tradita. Cos’era successo? Cosa non andava nelle nuove creature di Steve Jobs?

I nuovi MacBook (a sinistra) e MacBook Pro (a destra) così come sono presentati sul sito Apple, si noti lo schermo lucido messo in risalto da un riflesso creato ad hoc
A prima vista nulla, anzi i nuovi portatili della casa di Cupertino compiono un nuovo salto in avanti distanziando di anni la concorrenza con scelte realmente innovative. I nuovi Macbook e Macbook Pro non si limitano ad aggiornarsi ai nuovi processori e alle nuove schede grafiche, come fanno tutti periodicamente, ma introducono reali innovazioni come il trackpad multitouch di vetro senza pulsante e lo chassis ricavato da un singolo pezzo di alluminio chiamato “unibody enclosure”.
L’unibody enclosure è resa possibile da un nuovo processo produttivo e consente di fornire rigidezza allo chassis in alluminio senza elementi strutturali aggiuntivi, risultando in minore peso e spessore. Il trackpad riconosce ora comandi gestuali fino 4 dita permettendo l’accesso veloce a funzioni di uso frequente come Exposé; ed è esso stesso un unico grande pulsante, una scelta dal design ricercato e, in base alle prime prove, dalla funzionalità ineccepibile.

Il nuovo chassis ricavato da un unico pezzo di alluminio lavorato

L’innovativo design del trackpad senza pulsante, si noti anche la chiusura senza ganci (latchless), già usata dal MacBook ed ora estesa anche al nuovo MacBook Pro
Ma allora perché il popolo della Mela si è sentito tradito? Queste innovazioni non sono state sufficienti? Per capire le ragioni della delusione bisogna valutare uno dei motivi grazie ai quali i Mac hanno conquistato tanti consensi: la capacità di stimolare la creatività dell’utente grazie alla perfetta integrazione tra hardware e software che non frapponevano alcun ostacolo di natura tecnologica all’atto creativo. Visti sotto questa luce due dettagli dei nuovi Mac diventano per lo zoccolo duro dei fan dei deal breaker, ovvero degli elementi che da soli compromettono l’acquisto. Ma andiamo con ordine.
All’utente che comprava un Macbook, Apple da anni fornisce iLife, una suite il cui scopo è permettere all’utente di esprimere la propria creatività; in particolare due componenti della suite iLife, iMovie e iDVD, consentivano all’utente di montare un DVD senza bisogno di alcun software aggiuntivo, con semplicità, immediatezza e risultati più che lusinghieri anche per utenti poco esperti. Bastava collegare una videocamera al portatile ed il software ti guidava nel montaggio video e nell’authoring del DVD. Ora non più.
I nuovi MacBook non dispongono più di porta firewire, quella usata dalla maggior parte delle videocamere consumer e quella che, sempre in ambito consumer, garantisce la migliore qualità. E perciò praticamente impossibile collegare una telecamera al nuovo portatile Apple. Con la semplice rimozione di una porta, Apple ha deciso che gli acquirenti di un MacBook non sono più degni di crearsi i propri DVD salvo ricorrere ad alternative più costose o con qualità inferiore.

Il nuovo Apple MacBook 13"

Il nuovo Apple MacBook Pro 15"
La porta firewire è stata invece mantenuta nei MacBook Pro, ma è stata introdotta una novità che rende il “Pro” di Professional nel nome un nonsense: lo schermo lucido. Il MacBook Pro al pari del MacBook è ora venduto solo con lo schermo lucido, mentre prima questo era opzionale potendo l’acquirente scegliere anche il tradizionale schermo opaco.
Ogni professionista dell’immagine sa che lo schermo lucido rende i colori più attraenti ma poco fedeli, questo rende impossibile lavorare seriamente su una foto in “camera chiara”. Si rischia di valutare luminosa e contrastata un’immagine che stampata o visualizzata su un altro monitor è invece scura e piatta. Insomma, Apple ha deciso che gli acquirenti del Macbook Pro non possono più usarlo per esprimere la propria creatività artistica nella fotografia.
Se questi due problemi che ho descritto vi sembrano poca cosa non vi preoccupate… siete nel 90% del mercato a cui Apple punta con queste scelte. Apple ha fatto i suoi conti: la gran parte delle persone non ha mai montato i filmini delle proprie vacanze e lascia le cassette delle vacanze dimenticate in un cassetto, e la gran parte delle persone adora gli schermi lucidi ignorando che i colori non sono fedeli, anzi, ignorando proprio cosa significhi la fedeltà do colore.
Ma lo zoccolo duro, quello che si sfoga sui forum, non perdona queste scelte così contrarie alla filosofia in cui si riconosce e solo il tempo dirà se Apple potrà realmente fare a meno di quegli utenti che l’hanno sostenuta durante i momenti più difficili della sua esistenza ma che ora sembrano essere stati dimenticati.
Approfondimenti: Pagine web del nuovo Apple MacBook 13" e del nuovo Apple MacBook Pro 15"
Commenti (2)
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Ziczac
"Nessuna classe tecnologica è definibile 'hi-tech', e la definizione stessa varia con il passare del tempo, cosa che ha portato gli uffici marketing delle varie aziende a descrivere via via praticamente ogni prodotto come high tech"








La fetta di mercato cui - pare - Jobs & co stanno puntando è tutta quella che per anni ha sostenuto le casse di zio Bill.
Se questa politica intaccherà anche solo il 15% del mercato Windows (e secondo me ci sono buone possibilità, specialmente in ambito accademico e scientifico ... come evidenziato dal Keynote tra l'altro) questa quota basterà a rimpiazzare tutti i vecchi utenti MacBook Pro e PowerBook che non upgraderanno le loro macchine.
Ma, come dico sempre, viviamo in tempi quantomeno interessanti e gennaio con l'altra infornata di novità non è troppo lontano ....
Io, da questo lato di un MacBook bianco prima serie, ho deciso di aspettare il 17" ed eventuali altri aggiornamenti sulla linea notebook