
L'algoritmo di crittografia A5/1, utilizzato sui telefoni cellulari che operano su rete GSM, è stato bucato da Nohl assieme ad un gruppo di lavoro che ha dimostrato che teoricamente chiunque potrebbe arrivare ad intercettare con non molta difficoltà telefonate e SMS.

L'algoritmo di crittografia A5/1, utilizzato sui telefoni cellulari che operano su rete GSM, è stato bucato da Nohl assieme ad un gruppo di lavoro che ha dimostrato che teoricamente chiunque potrebbe arrivare ad intercettare con non molta difficoltà telefonate e SMS.
Il gruppo di lavoro di Nohl ha operato con intento "puramente accademico", per mostrare la vulnerabilità della rete mobile attualmente usata da circa 3 miliardi di utenti 212 paesi del mondo, tuttavia ha anche pubblicato su Internet i dati ottenuti ed una raccolta di codici binari che potrebbero portare a continue violazioni della privacy telefonica di molti utenti.

Ricordiamo che il sistema di protezione a 64-bit del protocollo GSM è rimasto infatti sostanzialmente invariato dal 1988, anno della sua entrata in servizio, e che la successiva specifica A5/3 con crittografia a 128-bit non è stata implementata se non in minima parte.
Fatto sta che i risultati pubblicati da Nohl potrebbero portare dei malintenzionati dotati di un semplice smartphone di ultima generazione a spiare telefonate e SMS, ma anche effettuare clonazioni, spoofing, sniffing, blocco da remoto e attacchi DoS sui telefonini, motivo per il quale non sono mancate pesanti critiche al lavoro del gruppo da parte della GSM Association.
Approfondimenti: Documentazione sull'intervento di Karsten Nohl sul sito Chaos Communication Congress
Fonte: ANSA
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"Nessuna classe tecnologica è definibile 'hi-tech', e la definizione stessa varia con il passare del tempo, cosa che ha portato gli uffici marketing delle varie aziende a descrivere via via praticamente ogni prodotto come high tech"










