Non tutti però sono dello stesso avviso e, via via che un po' tutti si danno da fare per sviscerare i vari punti del decreto, è intervenuto anche Roberto Cassinelli, deputato del PDL che spesso abbiamo citato per le sue iniziative a favore della libertà di navigazione sul web e non solo (vedi Intergruppo Parlamentare 2.0, normativa sul diritto d'autore e Wi-Fi libero): per questo motivo abbiamo deciso di dare spazio anche alle sue considerazioni.

L'on. Roberto Cassinelli (PDL)
Precisiamo che il seguente testo ci è stato inviato dall'ufficio stampa dell'on. Cassinelli, che ringraziamo, e che lo pubblichiamo senza aggiungere né modificare nulla, in modo da consentire ai lettori di formare la propria opinione sull'argomento:
INTERNET, CASSINELLI (PDL): IL DECRETO ROMANI NON FA MALE ALLA RETE
Dal proprio blog, il deputato del Pdl risponde a quanti, in rete, diffondono allarmismo circa il decreto legislativo di attuazione della direttiva CE in materia di attività televisiva. "Chi, come Di Pietro e Beppe Grillo, afferma che il decreto Romani porrà un bavaglio ai blog amatoriali e a YouTube, - afferma Cassinelli - lo fa in maniera pretestuosa e strumentale: sul mio blog ho illustrato le ragioni per cui gli unici soggetti toccati dal decreto saranno i grandi gruppi televisivi".
"YouTube e i blog non sono in pericolo: chi diffonde notizie diverse non ha letto lo schema del decreto legislativo Romani o cerca un pretesto per criticare l'operato del Governo, peraltro in una circostanza nella quale ci si limita ad un atto dovuto, cioè l'attuazione di una direttiva europea".
Così l'on. Roberto Cassinelli, già autore di diverse iniziative per la libertà e lo sviluppo del web, commenta la notizia che si sta diffondendo su internet, ripresa anche dai siti di Antonio Di Pietro e Beppe Grillo, secondo cui sarebbe in corso un "assalto alla rete" con l'obiettivo di rafforzare la posizione dei network nazionali come Rai e Mediaset.
"Sul mio blog - aggiunge Cassinelli - ho spiegato che la realtà è esattamente opposta: il testo del decreto legislativo non tocca le realtà amatoriali né le piattaforme UGC come YouTube, ma solo le vere e proprie imprese della televisione che trasmettono on-line".
Una constatazione che nasce esclusivamente dalla lettura dello schema del decreto legislativo, che pone alcuni criteri ben definiti che devono sussistere affinché vi sia un "servizio di media audiovisivo" destinatario di determinate disposizioni.
"Ancora una volta - afferma il parlamentare - c'è chi non si smentisce e continua ad usare internet in maniera strumentale, con l'obiettivo di attrarre facili consensi diffondendo fango e menzogne: queste persone sono le stesse che poi si ergono al ruolo di paladini della rete.
Il modo per sostenere davvero la crescita del web è ben diverso, e passa necessariamente da un'informazione indipendente, obiettiva e responsabile: le notizie faziose si possono trovare già sui media tradizionali, e riportarle su internet non è affatto innovativo".
Nel suo blog, Cassinelli cita la favola di Esopo che narra di un pastore che, per scherzo, gridava sempre "Al lupo! Al lupo!": alla fine, i vicini smisero di credergli, cosicché, quando un lupo giunse veramente, nessuno rispose alle grida del pastore e l'animale poté divorarsi il bestiame
"Chi si comporta come il pastore di Esopo - conclude il parlamentare - mette a repentaglio non solo la propria credibilità, ma quella di tutta la rete".

Nel rispetto delle opinioni di tutti, e per favorire la soluzione di questa controversia, ci mettiamo naturalmente a disposizione di chi vorrà aggiungere qualcosa in merito o voglia offrire una diversa interpretazione del Decreto in oggetto.
Approfondimenti: Blog Roberto Cassinelli
Ti è piaciuto questo articolo? Registrati sul portale per commentarlo oppure discutine nel Forum di discussione.
Per ricevere tutti gli aggiornamenti del sito iscriviti alla newsletter o sottoscrivi il Feed RSS, oppure seguici in tempo reale su Twitter.
| < Prec. | Succ. > |
|---|










CasaSocial
Twitter
UpNews
TechNotizie
Tuttoblog
Badzu
Fai
Smarking
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac
"Nessuna classe tecnologica è definibile 'hi-tech', e la definizione stessa varia con il passare del tempo, cosa che ha portato gli uffici marketing delle varie aziende a descrivere via via praticamente ogni prodotto come high tech"






