Probabilmente sospinto dal crescente numero di successi raggiunti da altri partiti simili in Europa, tra cui il Piraten Partei tedesco fresco delle soddisfazioni di settembre alle regionali di Berlino, il Partito Pirata italiano ha ufficialmente convenuto di essere pronto alla candidatura.Al recente Internet Governance Forum tenutosi a Trento, il Partito Pirata ha annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni, iniziando però da subito ad organizzare il partito e il programma da presentare agli elettori. I punti fondamentali di quest'ultimo sono già presenti sul sito ufficiale dell'associazione politica da tempo; alcuni di essi possono ritenersi oggettivamente condivisibili, tra tutte il diritto di accesso alla tecnologia e alla cultura.

Ma tra gli obiettivi del Partito Pirata spiccano anche la lotta alla censura, la revisione delle leggi sul diritto d'autore e i brevetti e in generale la libertà della Rete.
Altri esempi si ritrovano in Svezia, dove il partito pirata ha raggiunto persino il Parlamento nazionale. Il Partito Pirata italiano però avverte che sin da ora è stata riscontrata la nascita di liste cloni, il comunicato stampa prosegue avvisando: "una [lista ndr], in particolare, usa il nostro nome e i nostri simboli ma certo non i nostri contenuti".
Si tratterebbe di soggetti e organizzazioni legate alle major, sempre secondo il comunicato, che considerano il diritto delle persone di condividere musica, sapere e cultura solo come pretesto per attirare l'attenzione su di essi e distoglierla dal Partito Pirata.
La storia del Partito risale a cinque anni fa, in forma di associazione culturale, tra le più recenti e condivisibili battaglie condotte da citare è certamente quella contro Area Spa; la società in questione è vincitrice di una gara d'appalto da 13 milioni di euro per fornire all'esecutivo iraniano strumenti di controllo delle comunicazioni via internet.
La vicenda si è fortunatamente conclusa positivamente, con l'Arena Spa che ha ritirato l'impegno assunto, merito anche della diffusione della notizia da parte di Bloomberg.
Tornando al Partito Pirata, l'attenzione è ora riposta nel disporre adeguatamente le carte in tavola per debuttare finalmente in politica, da lì si vedrà quali segnali il popolo italiano intenderà mandare alla sfera dirigente politica.
Approfondimento: Sito ufficiale del Partito Pirata
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"Nessuna classe tecnologica è definibile 'hi-tech', e la definizione stessa varia con il passare del tempo, cosa che ha portato gli uffici marketing delle varie aziende a descrivere via via praticamente ogni prodotto come high tech"







