John Carmack. Id Software. Doom. Quake. Quattro nomi che bastano per scaldare i cuori di tutti gli appassionati di sparatutto in soggettiva. Carmack e il suo team sono infatti i creatori delle saghe che hanno dato vita al genere di FPS che tanto in voga va oggi. E adesso c’è Rage, recentissimo primo progetto del team dopo diversi anni di assenza (id Software è assente dalle scene addirittura da Doom 3, era il 2004) e primo per la generazione dell’alta definizione, dei DLC e dell’avvento del Digital Delivery. Una mossa ambiziosa, sia per l’intento della struttura ludica, che mira a combinare elementi sparsi presi da giochi di ruolo, sparatutto e racing, sia per il coraggio di volersi staccare da una saga prolifica come Doom. Ma solo per il momento: tra due anni probabilmente staremo già parlando di Doom 4.

In questa analisi vogliamo però partire prima di tutto dal nuovo motore grafico realizzato da Carmack e soci, l’id Tech 5, di cui tanto si è parlato nel corso degli anni, generando anche una grande attesa tra gli appassionati. Ora, molto si è detto, e i dubbi che le versioni console potessero effettivamente castrare il gioco su PC erano parecchio diffusi. Preoccupazioni che, purtroppo, si sono avverate.
Nulla da fraintendere. Rage offre un impatto visivo impressionante. Le enormi ambientazioni all’interno delle quali il giocatore è impegnato a viaggiare e combattere regalano scorci di qualità assoluta, anche perché id Software è brava ad unire uno stile unico a qualità tecniche importanti, che all’esterno offrono un quadro d’insieme di tutto rispetto, merito di innovative caratteristiche di testurizzazione su larga scala che prendono il nome di MegaTexture.
I problemi sorgono quando si va all’interno. Gli ottimi effetti di luce, la buona modellazione poligonale di ambienti e personaggi, la cura nel dettaglio ed i filtri utilizzati, insieme ad un frame-rate stabile sui 60 al secondo nelle configurazioni PC dedicate al gaming, si scontrano con texture quasi inguardabili, una fisica ambientale praticamente assente (ottima invece quella dedicata ai personaggi) ed un impianto di illuminazione statico. Tre aspetti lontanissimi dalle promesse della vigilia.

C’è da considerare peraltro come la versione PC sia arrivata sul mercato con diversi problemi, risolti in parte e con qualche dichiarazione discutibile da parte di Carmack, che ha parlato del PC come di una piattaforma non primaria per il gaming, quasi come a voler giustificare così le magagne. Tutto questo inficia parecchio sul giudizio da tale punto di vista, se non altro perché le aspettative erano davvero molto elevate, e da id Software è lecito attendersi qualcosa di più.
Dire che le console hanno castrato il gioco su PC sotto l'aspetto grafico, non è un’esagerazione o una lamentela che lascia il tempo che trova, ma la pura verità. Se Rage effettivamente fosse arrivato come era stato originariamente pensato, il distacco tra PC e console sarebbe stato per forza di cose elevato (uno scenario che ci prepariamo ad assistere con il prossimo Battlefield 3).
Id Software ha invece sempre puntato su tre versioni simili tra di loro, persino tra PC stesso e console, ed il risultato finale è ovviamente lo specchio di un gioco che non avrebbe dovuto sfigurare sui due sistemi casalinghi. Di conseguenza, rimandiamo il giudizio sulle vere qualità dell’id Tech 5 a Doom 4.
Quindi, al di là dell’aspetto grafico che ripetiamo, nonostante i problemi, rimane complessivamente ottimo, con Rage il giocatore si trova di fronte ad un prodotto d’altri tempi, capace però di saper prendere le cose migliori del passato e mischiarle al meglio del presente.
Quello che viene fuori è un videogioco longevo (sopra la media per il genere), divertente, curato in ogni suo aspetto e vario nelle diverse possibilità offerte. Ambientato in un tragico futuro, dove la terra è stata devastata da un terrificante impatto con una cometa, il giocatore impersona l’ultimo dei sopravvissuti appartenenti al “vecchio mondo”.

Si viene trasportati quindi in un mondo nuovo, con ambientazioni che profumano di Mad Max (o di Fallout, se preferite) da ogni poro ma comunque cariche di carisma, offrendo complessivamente un coinvolgimento senza pari, di quelli che solo id Software è in grado di donare.
La struttura ludica mischia sapientemente gli elementi che abbiamo accennato in apertura d’articolo. Nella gestione del proprio personaggio, il giocatore può non solo personalizzare appieno armi ed inventario durante la storia, ma persino possedere vari mezzi di trasporto, adibiti a corse e combattimento, da utilizzare quindi sia per spostarsi da una zona all’altra, sia per affrontare gare apposite all’ultimo sangue attraverso le quali vincere attestati di gara per potenziare ancora di più il proprio mezzo.
Le fasi da sparatutto ricordano l’immediatezza e la velocità di Doom e Quake, risultando fluide, mai noiose e soprattutto per certi versi anche abbastanza impegnative, merito di una buona intelligenza artificiale da parte degli avversari, e dalle varie tipologie di quest’ultimi, che vanno da semplici soldati armati di armi da fuoco a ben più imponenti e pericolosi boss di fine livello.
Quelle di guida si avvicinano invece più a videogiochi come Motorstorm: anch’esse dunque che puntino tutto su velocità ed immediatezza, e alla fine della giostra, risultano essere anche più divertenti del previsto.
Nonostante il gameplay permetta un approccio free-roaming all’azione, perlomeno nei viaggi tra una zona e l’altra, il level design è piuttosto lineare, frutto forse anche dell’assenza da lungo tempo da parte di id Software che non si è ancora abituata ai ritmi e allo stile degli sparatutto odierni.
Non vogliamo però imputarlo come un difetto grave, perché dopotutto Rage si gioca che è un piacere, senza troppe preoccupazioni sul perché o per come si spara. L’importante è che appunto si spari e basta a qualunque cosa si muove con l’arma che si preferisce. Concept di gioco che id Software non abbandonerà tanto facilmente. E per fortuna, aggiungiamo.

Concept “a la Doom” che ovviamente non prevede la presenza di una trama articolata e complessa. Sebbene i dialoghi siano generalmente ben scritti, ogni missione è studiata giusto per recarsi lì, sfondare le porte, e fare strage dei nemici (sebbene ci siano delle varianti a questo incidere).
Non c’è un vero colpo di scena, la narrazione è piuttosto blanda ed il finale parecchio deludente. Insomma, come facevano gli sparatutto di una volta, Rage non si perde in chiacchiere e dà al giocatore buone ragioni per sparare. Nient’altro. Del resto, Carmack ha sempre asserito che la trama in un videogioco è utile come quella in un film porno!
Prima di chiudere, un paio di appunti sulla longevità. Abbiamo già parlato di una durata sopra la media. Ed è vero. Escludendo gli extra e le varie missioni secondarie, Rage vi porterà via almeno 10 ore di gioco, che potrebbero diventare 15, se non addirittura 20 se deciderete di fare tutti i compiti possibili.
Presente anche un comparto multiplayer, tuttavia non molto sviluppato. Giocare online permette infatti soltanto di affrontare delle gare fino a quattro utenti, o giocare missioni extra in cooperativa con un amico. C’è quasi l’impressione che il team abbia preferito puntare con decisione alla nascita di un gioco prettamente dedicato al single player.
Rage è dunque un titolo dalle molte qualità e tante controversie, soprattutto riconducibili a qualche problema tecnico legato al motore grafico, mozzato dalla necessità di non svantaggiare eccessivamente l’impatto qualitativo delle versioni console. Al netto di un engine grafico che dividerà gli appassionati per mesi, forse anni, ci si ritrova davanti ad un prodotto massiccio, estremamente curato.
Uno sparatutto, che prende in prestito elementi da altri generi, veloce, vario, coinvolgente e particolarmente divertente. Il tutto condito da scenari d’eccezione ed atmosfere mozzafiato. Gli manca quel qualcosa in più per entrare nell’Olimpo come fecero i suoi “antenati” Doom e Quake, ma è un videogioco estremamente consigliato a tutti, in particolare agli amanti del genere e delle ambientazioni post-apocalittiche.
Rage è classificato PEGI 18 ed è in vendita al prezzo di € 64,99 per PlayStation 3 e Xbox 360, e di € 49,99 per PC.
Scheda tecnica:
Compatibilità: PC (versione testata), PlayStation 3 e Xbox 360.
Publisher: Bethesda
Sviluppatore: id Software
Prezzo: € 49,99 (versione PC); € 64,99 (versione console)
Link: RAGE
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"Nessuna classe tecnologica è definibile 'hi-tech', e la definizione stessa varia con il passare del tempo, cosa che ha portato gli uffici marketing delle varie aziende a descrivere via via praticamente ogni prodotto come high tech"







